Work in progress – Unboxing the box

Work in progress – Unboxing the box

 

Una scatola come emblema del contenuto, ma non solo.
Un contenitore può anche essere vuoto, non per questo perde la sua funzione, anzi, a volte custodire quello che non c’è può essere anche più intenso e poetico che conservare quello che si ha.
Un contenitore può anche nascondere cose sgradevoli continuando a mostrare unicamente la sua esteriorità bella e preziosa, almeno finché qualcuno non lo apre.

Nel prossimo lavoro, del quale vi anticipo qui qualche tappa del work in progress, il punto però non sarà tanto su cosa un contenitore può contenere. La prossima scultura sarà piuttosto una riflessione sulla reale possibilità di un’apertura, sulle sue modalità e sulle sue ripercussioni.
Sarà un lavoro che interpellerà sulla capacità introspettiva dell’uomo e sulle sue resistenze ad aprirsi, dal momento che quel che si trova poi sono spesso delle contraddizioni difficili da accettare.

La scatola, costruita secondo le tecniche del ‘700, che la rendono particolarmente solida e con una lastronatura decorativa in legno di noce, acero e bois de rose che ne fanno un oggetto elegante e pregiato, è in realtà solo una parte di quella che sarà la scultura finale.

Le resistenze all’apertura lasciano tracce.
Sarà difficile riuscire a renderle
(Stay tuned)

 

 

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