Escapologia

Escapologia

“Escape” – Legno di larice e tasti di computer (125 x 15 x 3,5 cm)

 

[English version below]

La chiave di lettura per quest’opera incredibile ce la dà l’artista stesso, che la definisce una sorta di “poesia tridimensionale”, una forma poetica intermedia tra quella che si esprime attraverso la scultura e quella che usa le parole e le loro sonorità per rivelarsi.
È un’opera a mio avviso incredibile perché di una semplicità e di un’evidenza estrema, quella semplicità ed evidenza che coincidono con la bellezza proprio in virtù del fatto che sono semplici ed evidenti.
È poesia nel senso più stretto del termine: è lirica perché per manifestarsi usa la musica insita nella parola articolata.

“Fuggi” è innanzitutto una parola melodica e dall’eleganza un po’ desueta, con quelle vocali chiuse e le consonanti non occlusive che le conferiscono un suono sussurrato e continuo.

“Fuggi” è anche una forma imperativa, un comando o un consiglio, che però genera un dubbio relativo all’azione da compiersi, vale a dire se sia essa da eseguire con tutto il corpo oppure solo con i polpastrelli, scappando via oppure digitandola sui tasti come se si trattasse di un software da cui si vuole uscire, di fatto stando fermi.

“Fuggi” diventa infine una forma tridimensionale, attraverso i volumi di quegli oggetti in plastica che premendo si possono far affondare un po’ di più nel legno, come se la via di fuga potesse essere proprio lì nella profondità aggiunta dal movimento.

O dall’immobilità rispetto alla quale quel movimento si definisce.

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“Escape”- Larch wood and computer keys (125 x 15 x 3.5 cm)

 

The key to unlock this incredible work is given by the artist himself, who defines it as a sort of “three-dimensional poetry”, an intermediate poetic form between what is expressed through sculpture and the one that uses words and their sonorities to reveal itself.

In my opinion It is an incredible work because of its simplicity and extreme evidence, simplicity and evidence that coincide with beauty, precisely because they are simple and obvious.

It is poetry in the strict sense of the term: it is lyric because to manifest itself uses the music inherent in the articulated word.

“Fuggi” (Italian for “Escape”) is first and foremost a melodic word with a somewhat obsolete elegance, with closed vowels and non-occlusive consonants that give it a whispered and continuous sound.

“Fuggi” is also an imperative form, a command or a suggestion, that however generates a doubt concerning the action to be performed. Shall it be performed with the whole body or only with the fingertips, running away or typing on the keys as if it were a software from which you want to exit, while in fact standing still ?

“Fuggi” finally becomes a three-dimensional shape, through the volumes of those plastic objects that – when pressed – can sink a little more into the wood, as if the escape route could be right there in the depth added by the movement.

Or from the immobility with respect to which that movement defines itself.

 

[Antonella Fava]

 

 

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